Perché il multilingua non è un optional
Per molte strutture una quota importante di ospiti arriva dall’estero. Se il sito è solo in italiano, questi visitatori non riescono a valutarti e prenotano dove il messaggio è chiaro: sui portali. Un sito multilingua toglie questa barriera e ti mette alla pari — sul tuo canale, senza commissioni.
L’inglese è il minimo
Un sito almeno bilingue italiano-inglese è oggi lo standard minimo sensato: l’inglese è la lingua franca del viaggio e copre la maggior parte dei visitatori stranieri, anche quando non è la loro lingua madre. Partire da qui è quasi sempre la priorità.
Quali altre lingue? Guarda i tuoi dati
Le lingue giuste te le dicono i tuoi numeri: da quali Paesi arrivano davvero i tuoi ospiti? Guarda le nazionalità nel gestionale e sui portali e aggiungi le lingue dei tuoi mercati reali, non quelle «di moda».
- Tedesco: fortissimo su mare, montagna e agriturismi
- Francese: rilevante in molte destinazioni italiane
- Altre lingue (spagnolo, olandese…) solo se i tuoi dati le giustificano
Traduzione vera, non automatica
Attenzione al traduttore automatico: una traduzione approssimativa comunica trascuratezza e distrugge la fiducia proprio mentre cerchi di costruirla. Meglio poche lingue tradotte bene, con cura dei dettagli e del tono, che tante lingue mal fatte.
Multilingua e SEO: più traffico internazionale
Un sito multilingua ben costruito viene indicizzato da Google per ogni lingua (con i giusti riferimenti tecnici, come l’hreflang). Significa comparire nelle ricerche fatte in tedesco o in inglese, e quindi intercettare traffico e prenotazioni che un sito monolingua non raggiungerebbe mai.
Occhio a non complicare
Ogni lingua in più va mantenuta e aggiornata. Due o tre lingue curate, coerenti e sempre allineate valgono più di un menù di otto bandiere abbandonate a metà. Scegli in base ai mercati e alla tua reale capacità di tenerle vive.